elisir_logoSabato sera sono stata alla Wiener Staatsoper, L’elisir d’amore. Il teatro è stupendo, uno dei più belli che abbia mai visto, e me lo aspettavo, vista la sontuosità della città.
Messa in scena tradizionale! Mai mi sarei aspettata una messa in scena tanto scontata e stra-vista in un Paese germanico: ero così sorpresa che mi ha fatto perfin piacere. Noiosissima, colori pastello sbiaditi, la fattoria, il pozzo, le piante con i fiori, costumi scontatissimi, non un guizzo che fosse uno. Ma insomma, ogni tanto ci vuole.Orchestra diretta da Guillermo Garcia Calvo, uno spagnolo abbastanza onesto. L’orchestra era nella buca più grossa che io abbia mai visto in un teatro d’opera, e il risultato era che sembrava troppo grossa anche l’orchestra. Il direttore ha preso dei tempi abbastanza velocini, ed è riuscito quasi sempre a tenere insieme tutti, niente di spettacolare, ma niente di drammatico.

Nemorino era Juan Diego Florez, la sola ragione per il mio viaggio fino a Vienna. Il ragazzo cresce. La voce migliora, si sta irrobustendo, come avevo già notato ad Aprile quando l’ho sentito nel Rigoletto a Zurigo. La parte di Nemorino non gli dà occasioni di sfoggiare le sue agilità e i suoi acuti (ne ha infilati un paio qua e là anche un po’ a sproposito, tanto per sbruffonare), ma la voce è sempre più bella. Un legato stupendo, un gusto musicale squisito, un fraseggio da manuale. elisir2Se devo trovare un difetto, secondo me potrebbe lavorare un po’ sul fiato: se riuscisse a tirare le frasi un po’ più lunghe senza respirare in mezzo sarebbe perfetto. Ovviamente ha fatto il bis della furtiva lagrima: da quando l’ha fatto a Milano, non se ne libera più. Io sono contraria ai bis per principio, però me lo sono goduto, anche perché ha fatto delle variazioncine. Lo amo sempre di più. È anche bravo a recitare, ma è un po’ troppo pieno di sé per la parte di Nemorino, gli manca l’ingenuità, non ha mai l’aria di uno sprovveduto. Non è mai Nemorino, è sempre il divo Florez che fa Nemorino. Del resto, chi può, può.

Adina era Sylvia Schwarz, voce italiana, corposa, molto bella. Non ha indugiato nelle agilità, probabilmente non sono il suo forte, ma la voce è veramente bella e adatta alla parte.

Belcore era Levent Molnar, un vero disastro. Tanto suono, nessuna voce. Uno che il legato non l’ha mai nemmeno sentito nominare, e per fare le agilità fa HA HA HA HA HA (altro che la Bartoli). Un caprone. La parte di Belcore è difficile, eh, niente da dire, ma santo cielo.

Dulcamara, Adam Plachetka, è stato invece una vera goduria. Bella voce, ottima presenza, dizione italiana perfetta, e la sua aria d’entrata è praticamente uno scioglilingua, preso a velocità sostenuta, ci si inciampano anche i madrelingua. Mi è molto piaciuto.

In generale la rappresentazione è un po’ stata tutta una scusa per sentire la furtiva lagrima, girava tutto intorno a Florez, e il pubblico sembrava lì solo per chiedere il bis. Non hanno neanche fischiato il baritono panzone, io gli ho fatto BUUUU e mi hanno guardato malissimo (ma lo fanno ovunque, un giorno o l’altro mi faccio buttare fuori).

Comunque sono molto contenta di aver rivisto JDF, e di seguire i suoi progressi, secondo me tra qualche anno può fare Alfredo, non vedo l’ora.

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