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Orchestra: La Scintilla, diretta da Giovanni Antonini. Spettacolo. Antonini l’avevo già sentito a Salisburgo, con il Giardino Armonico, e l’impressione ottima si è confermata. Ero in terza fila, e quindi l’ho osservato bene: è assolutamente bravissimo. Dirige con tutto il corpo, chiude le frasi con dei gesti che sembra un ballerino. Aiuta i cantanti passo passo, li lascia respirare, tutti vanno a tempo con una naturalezza impressionante. 10 e lode a orchestra e maestro!La messa in scena mi è piaciuta, a parte una cosa che vi racconto dopo. Il mondo incantato di Alcina è fatto di gente vestita con abiti del Settecento, mentre le persone fuori dall’incantesimo (Bradamante e Melisso all’inizio, e poi via via gli altri) sono vestite in abiti moderni. Funziona bene. La storia, vi ricordo, è presa dall’Orlando Furioso: l’eroe Ruggiero è ammaliato dalla maga Alcina e scorda il suo vero amore, Bradamante, che arriva sull’isola della maga vestita da uomo insieme al suo tutore Melisso. La sorella di Alcina, Morgana, si innamore di Bradamante credendolo un uomo. Considerato che la parte di Ruggiero la fa una donna, sembra di essere sul set di Priscilla, da tanti travestimenti ci sono. Alla fine Alcina è sconfitta e l’amore trionfa.

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Malena Ernman e Cecilia Bartoli

Alcina era la Bartoli, la Ceciliona nazionale! Oh, io lo so che a tanta gente non piace, ma io la ADORO. Ha un timbro sontuoso, un fiato mostruoso (respira dalle orecchie, è l’unica spiegazione) e delle agilità strepitose. Ha dato un’interpretazione molto emotiva, struggendosi (e struggendoci) nelle arie di lamento. La sua Alcina è molto umana e molto poco maga, una donna innamorata e abbandonata. Quasi ci si dimentica che ha trasformato i suoi amanti precedenti in pietre e animali quando si è stufata di loro, tanto riesce a comunicare la sua angoscia. è l’unico personaggio che esce tridimensionale. Lo so, fa le smorfie, recita troppo, fatevene una ragione, chiudete gli occhi e ascoltatela.

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Malena Ernman in Sta nell’ircana

Ruggiero era Malena Ernman, che, voi non lo sapete, ma qui in Svezia è una gloria nazionale, è sempre in tv, una sorta di Andrea Bocelli, con la differenza che questa sa cantare. L’avevo già sentita fare Nerone nell’Agrippina, e si è confermata bravissima, e convincente nel ruolo en travesti. Purtroppo stasera aveva un forte raffreddore, e (credo per questo) la voce non era così presente, si sentiva un po’ poco. Ma spettacolare, grandissima nelle agilità, soprattutto. La sua aria di guerra Sta nell’ircana, un tripudio di agilità, si è però trasformata in un circo Barnum. C’era un tale casino in scena che non si riusciva ad ascoltare la musica. I ballerini saltavano di qua e di là come cavallette impazzite e lei, la Malena, ha fatto nell’ordine le seguenti cose: ballare il charleston, fare le flessioni (mentre cantava! giuro!), la “moonwalk” di MIchael Jackson, fumare una sigaretta. Ci mancava che facesse la giocoliera e poi eravamo a posto. È una grandissima intrattenitrice, e devo ammettere che, in tutto quel bordello, l’aria l’ha cantata benissimo. Però deh.

Morgana era Julie Fuchs, mai sentita, gran bella voce, ma un po’ noiosa. Ha l’aria più accattivante di tutta l’opera (Tornami a vagheggiar) e l’ha fatta alla grande, strappando un applausone meritatissimo. Però non so, non mi ha convinto del tutto, l’ho trovata un po’ poco carismatica.

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Julie Fuchs e Varduhi Abrahamyan

Bradamante era Varduhi Abrahamyan, viene dall’Armenia, e ringraziamo tutti l’Armenia perché questa è un contralto eccezionale. Il centro della voce è solidissimo, note basse belle potenti, passaggio ottimo, grande proiezione. Bravissima attrice, estremamente convincente. Mi è piaciuta veramente molto, la terrò d’occhio, mi piacerebbe proprio sentirla in Rossini.

E ora gli unici due uomini, il Melisso di Erik Anstine fa la sua figura, sia in scena che musicalmente. È un basso americano alto 2 metri, con un bel vocione stile Leporello per capirci. Oronte era invece il tenore Fabio Trumpy, che dovrebbe essere di Zurigo proprio. Entrambi comprimari di lusso, porgono le loro arie con gusto e completano un cast meraviglioso.

Io sono contentissima di aver visto questa Alcina, mi ha veramente commosso ed emozionato, infatti non riesco a dormire e scrivo a voi. Mi sento fortunata e piena di gratitudine.

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Un pensiero riguardo “Alcina – Opernhaus Zürich

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