otello_logoDomenica delle Palme: Otello di Rossini.
L’orchestra Ensemble Matheus, strumenti originali, diretta da Jean-Christophe Spinosi, ha fatto una lavoro decente, a parte qualche intervento francamente imbarazzante degli ottoni, che, dopo l’ouverture (splendidamente eseguita) non sono riusciti a trovare il verso.
Una parola sull’opera stessa.  Mi rendo conto che la mia e’ un’opinione un po’ azzardata, ma secondo me Rossini a misurarsi con Shakespeare l’ha fatta un po’ fuori dal vaso.  I librettisti hanno stravolto la storia, adattandola al gusto ottocentesco.L’azione si svolge interamente a Venezia, Otello e Desdemona non sono sposati, ma solo fidanzati, e compare un rivale di Otello, che insidia Desdemona, di cui non c’e’ traccia nel dramma originale.  Il padre di Desdemona, relegato in poche scene nel I atto in Shakespeare, ha un ruolo molto piu’ importante, sostenendo il rivale e disprezzando il moro Otello.  Il tutto rende la storia piu’ melensa e meno tragica: la gelosia di Otello in qualche modo e’ “giustificata” dalla presenza del rivale, i sentimenti sono piu’ romantici e meno umani, Otello e il rivale si sfidano a duello, Desdemona si mette in mezzo dicendo “ammazzate me!” come una qualunque eroina verdiana.  Niente a che spartire con la raffinatezza e l’originalita’ (e la modernita’) di Shakespeare, secondo me, che Verdi invece rende molto piu’ fedelmente.  E’ molto difficile non pensare a Verdi mentre si ascolta, e il paragone e’ quasi patetico, dal punto di vista drammaturgico.  La musica e’ comunque stupenda.
La messa in scena ovviamente in abiti moderni (chevvelodicoaffa’?) ambientata piu’ o meno negli anni 50, direi, per ragioni come sempre misteriose, ma ormai non ci faccio neanche piu’ caso.  Niente di travolgente.
L’opera necessita di tre (3) tenori rossiniani uno piu’ bravo dell’altro (il che rende conto della rarita’ delle rappresentazioni, forse) e qui ne avevamo uno e tre quarti, non lamentiamoci.
John Osborn (Otello) e’ un grande tenore rossininano, di voce potente, acuti squillanti e ottime agilita’.  Forse il Dott. Spazzapan mi potra’ correggere, ma secondo me la parte di Otello andrebbe fatta da un baritenore tipo quello richiesto dal ruolo di Rodrigo nella Donna del Lago.  Il Nostro si e’ difeso meravigliosamente, e sta molto bene in scena, tra l’altro.
Edgardo Rocha (Rodrigo, il rivale) aveva una voce piu’ leggera, meno potente, meno squillante, non molto brillante, ma con fantastiche agilita’.  Il duetto tra i due e’ stato molto convincente.
Jago era Barry Banks, che latrava, piu’ che cantare.  Miracolosamente intonato (nel senso che a ogni nota era sull’orlo della stonatura, e invece, miracolo, la prendeva giusta), manca di tecnica, spinge negli acuti prendendoli SEMPRE dal basso, con un effetto sgradevole e belante.  Gli ho urlato buu buu, e non sono stata neanche l’unica.
Io, comunque, continuavo a pensare a Juan Diego Florez, che, secondo me, farebbe sfracelli in ognuno dei tre ruoli.
Desdemona era Cecilia Bartoli!  Dopo averla ascoltata in due ruoli da soprano in Haendel (Cleopatra e Alcina), l’ho finalmente sentita come mezzo-soprano rossiniano, che secondo me le si addice anche di piu’. La sua voce di mezzo e’ caldissima e avvolgente, gli acuti sono sicuri e rotondi, le agilita’, come sempre, spettacolari.  La amo.  Lacrime ad Assisa ai pie’ d’un salice, che ha porto con una grazia e un pathos indicibili.  E’ stata anche convincente nel ruolo della fanciulla innamorata e ingenua, anche se, devo dire, la maga seduttrice Alcina e la regina panterona Cleopatra le si addicono molto di piu’.
I ruoli secondari (il padre di Desdemona, l’amica/cameriera Emilia) piu’ che dignitosi.

Un commento sul luogo. Il Théâtre des Champs Elysées e’ uno splendido teatro in stile Art Deco, raccolto e con un’aria di teatro di quartiere.  Tutti si conoscono e si salutano, le maschere accompagnano TUTTI al posto e ricevono un eurino di mancia (cose d’altri tempi).  Tutti tranne me, che sono entrata come un carro armato e mi sono seduta da sola, ignorando la maschera con un gesto irritato (“saro’ mica scema, che non trovo il mio posto!”), prima di capire che stavo facendo una figuraccia.  Mi tocchera’ tornarci!

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Un pensiero riguardo “Otello (Rossini) – Théâtre des Champs Elysées

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