barbiere_logoMe ne parto da Stoccolma per riuscire finalmente a sentire Florez nel Barbiere (uno dei sogni della mia vita) e mi ritrovo a guardare terrorizzata un tizio che compare a inizio spettacolo a blaterare qualcosa in tedesco, di cui capisco solo “Juan Diego Florez”. Panico, mi son detta “Non canta”. La mia vicina di poltrona mi ha poi tranquillizzato che il Nostro avrebbe regolarmente cantato, anche se in preda a tosse e altri malanni.
Sarà anche stato malato, ma ha cantato BENISSIMO. Voce più cavernosa del solito, in effetti, ma le agilità c’erano tutte, non si è fatto alcuno sconto.Le uniche scorciatoie le ha prese sugli acuti: non ha prodotto i suoi soliti sopracuti sovrumani; il risultato, devo dire, è stato molto gradevole: mancavano, sì, i momenti di esaltazione dovuti agli acuti che ti risuonano nelle budelle, ma Rossini fatto senza puntature acute io lo gradisco molto. Aveva un inalatore in tasca con cui si spruzzava in gola ogni tanto, e durante l’aria finale quando prendeva fiato tossiva; veramente, non credevo arrivasse in fondo. La gente in piedi ululante gridava dankeschön dankeschön. Io lo amo sempre di più.

L’orchestra, diretta da Antonello Alemndi, non mi ha impressionato. L’aggettivo che mi viene è “fredda”.

Regia.

Dopo aver assistito a Monaco a una Norma in cui i druidi erano vestiti da terroristi islamici (le sacerdotesse con tanto di hijab), ero pronta a tutto. E invece. Regia e costumi tradizionali, ma tradizionali, aiutami a dì tradizionali. La recitazione però molto divertente (anche se iper-tradizionale): le scene buffe erano veramente buffe. Florez ormai fa il cretino in scena come pochi, non si risparmia affatto, e il risultato c’è. Molto del divertimento dovuto anche a Renato Girolami, che cantava Don Bartolo: dev’essere uno specialista della parte, perché ci sembrava veramente nato. Vocione notevole, buone agilità e ottima presenza scenica.

Rosina era Kate Lindsey, mai sentita nominare. Voce scurissima e morbidissima, ottime agilità, un vero contralto rossiniano, con anche occasionalmente acuti molto alti (che perderà con l’età: è giovane, cercherò di seguirla). Recitazione un po’ banalotta e legnosa: al contrario di Florez sembrava un po’ che le cascasse la corona a fare la scema sul palco.

Don Basilio era Peter Rose, un vocione enorme, ma poco raffinato, affannato sulle velocità, taglia corte le frasi per prendere più fiato, ecc. Anche lui ottima presenza scenica, un pretaccione enorme con facciona rossa. Applauso scrosciante alla calunnia, ovviamente. Un giorno poi vorrei tanto sentire una calunnia fatta com’è scritta eh.

Figaro, Rodion Pogossov, devo dire, mi ha lasciato un po’ lì. Voce molto scura e morbida, preciso, puntuale, ma non è riuscito a riempire la scena. Si sforzava un po’ troppo forse.

Menzione d’onore per Berta, Hanna-Elisabeth Müller, che non solo ha fatto benissimo la sua aria, ma si è guadagnata il suo posto in scena durante i concertati con acuti splendidi e tintinnanti.

Florez si conferma un genio in Rossini, anche con la laringite. Secondo me non dovrebbe quasi cantare altro.

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2 pensieri riguardo “Il barbiere di Siviglia – Bayerische Staatsoper

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