stuarda2_logoGrandissima, superba, fantastica Joyce Di Donato!! Io l’avevo sentita in Cenerentola e come Elena nella Donna del lago, ma ragazzi, ieri sera era su un altro livello. Avevo sentito l’opera cantata meravigliosamente da Mariella Devia, nel 2009, a Napoli, e mi chiedevo come la Di Donato sarebbe riuscita a superare quel ricordo. La risposta è: cantando diversamente.  Essendo un mezzo soprano, la sua resa è completamente diversa, e cosi’ pure la sua interpretazione. La sua voce centrale, solida e potente, dà a Mary Stuart una forza drammatica superiore, la rende meno angelica e più umana.La prima aria, quella su cui avevo più dubbi, essendo molto adatta a una voce di soprano acuta, pura e filata (quindi diversa dalla sua), mi ha portato le lacrime agli occhi. Perfetta, non c’è altra parola. Perfetta la malinconia dell’aria, perfetto il legato, perfetta la coloratura della cabaletta. Si’, era nella versione Malibran, mezzo tono sotto, e senza sopracuti, ma io ho pianto, e anche il mio vicino di poltrona un po’ autistico, a cui ho porto un fazzolettino di carta per asciugare gli occhi.

La messa in scena era un po’ assurda: Elisabetta e Maria vestite in abiti d’epoca, e tutti gli altri in abiti moderni, e moderno pure l’arredamento e le scene. Il risultato era un po’ shizofrenico, anche se devo dire che il costume di Elisabetta era spettacolare. Dice pesava 7kg. A me non è dispiaciuta molto, ma il pubblico ha urlato buuuu ai registi (sono usciti perché era la prima).

L’orchestra, diretta da Bertrand de Billy è stata superba, come sempre. Direzione molto attenta ai cantanti, e molto vivace, molto presente.

Carmen Giannattasio, che interpretava Elisabetta, è un soprano con una voce molto bella, volume un po’ scarso, perfetta nella coloratura. È un’attrica bravissima, è riuscita a comunicare il tormento di Elisabetta: con un potere smisurato, quasi onnipotente, e lo stesso non riesce a fare niente di quello che vuole fare. Innamorata di Leicester, lui non ricambia, perché innamorato di Maria, e lei non ci puo’ fare niente. Non vuole uccidere la Stuarda, è sua cugina, e poi non sta bene ammazzare una discendente legittima dei Tudor, ma le tocca condannarla a morte lo stesso. Molto Amneris (io ho un debole per Amneris e simili). Nella prima scena ha dominato incontrastata e ha ricevuto grandi applausi.

Il tenore, il Conte di Leicester, conteso dalle due regine, era Ismael Jordi, che ha una voce potente, con una proiezione smisurata, begli acuti e buona coloratura, ma nasale, di un nasale, ma di un nasale, l’Eros Ramazzotti della lirica. A tratti ricordava Albano. Insomma è molto bravo ma a me il suo timbro non piace proprio.

La scena del confronto tra le due regine, quella in cui si prendono a pesci in faccia, è stata ovviamente il clou dell’opera, com’è giusto. E in questa scena si vede il vantaggio di avere una mezzo che canta la Stuarda. Il primo insulto che Maria lancia a Elisabetta “figlia impura di Bolena” sono note centrali, che un mezzo riesce a scagliare con forza, mentre un soprano si perde un po’, come la Devia, oppure spinge con voce innaturale di petto, come la Gruberova (se ricordate, Joan Sutherland cantava questa prima frase un’ottava sopra, per cavarsi d’impaccio). Venendo su “parli tu di disonore?!”; qui c’è il passaggio, e quelle che spingono di petto non riescono a fare il passaggio con grazia, saltano sulla voce di testa (finalmente a casa!) con risultati dubbi. La Di Donato inizia la frase con voce centrale ben impostata e potente, ha un passaggio spettacolare, tutta la frase risulta naturale, e il seguente “meretrice indegna e oscena” ha una forza drammatica meravigliosa. L’ultima frase è studiatissima (profanato è il soglio inglese, vil bastarda, dal tuo piè). La sua dizione ineccepibile, il suo crogiolarsi nelle “R” (bastarrrrrda) e il suo leggero mimare uno sputo sulla P di “piè”, tutti dettagli che fanno una grande artista. Finale travolgente, con una Giannattasio giustamente incontenibile e furibonda.

Cecil e Talbot, Jeremy Carpenter e Mattew Rose, comprimari ottimi.

Insomma, io ieri sera sono entrata in teatro pensando che la Di Donato fosse un’ottima cantante rossiniana con una tecnica belcantistica superba, e ne sono uscita pensando che la Di Donato è un genio. Stiamo a vedere cosa farà.

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