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serse_logoGrande iniziativa di Malena Ernman, una delle più famose cantanti svedesi, di cui vi ho già narrato. Ha deciso di produrre (leggi: cacciare i soldi) un’opera completamente in proprio, senza sponsor, senza finanziamenti pubblici o privati, basandosi solo sui biglietti venduti. Come 200 anni fa. Non so se andrà in bancarotta o no, ma sicuramente ha un coraggio da leone.L’opera si rappresenta in un non-teatro, una sorta di capannone con un’acustica migliore di quanto si potrebbe pensare a prima vista, che si trova in una struttura chiamata “Artipelag”, dove si tengono mostre e altre iniziative artistiche. Il “palco” è una sorta di distesa di tavole di legno, a forma di dune, e l’unico arredamento è un albero (ovviamente, senno a chi canta Ombra mai fu?).

I costumi sono un po moderni (Serse, Ariodate) e un po vagamente vittoriani (Arsamene, Atalanta).

Coro non ce n’è, per risparmiare, immagino, e i due interventi corali sono stati fatti uno da i cantanti solisti stessi, e l’altro dall’orchestra (!) che si è alzata e cantava.

La regia è un circo equestre, a tratti esagerata, ovviamente, ma molto, molto divertente.

La musica.

Orchestra Ensemble Matheus, MERAVIGLIOSA.

Li avevo già sentiti a Parigi in Rossini, e non mi avevano colpito tantissimo, ma l’altra sera mi hanno travolto. La musica barocca è il loro elemento, e Spinosi è stato trascinante. Ha cantato, ha ballato, ha suonato il violino, ha scherzato con i cantanti, e ha diretto meravigliosamente, con variazioni nelle riprese, dettagli sofisticatissimi, pianissimi inaspettati. Quando in scena c’erano troppe saltimbancherie mi mettevo ad ascoltare l’orchestra e basta ed ero felice. Speciale menzione al violoncello, un continuo da urlo.

I cantanti

serse1Malena Ernman era, appunto, Serse. L’ho già sentita in Agrippina e Alcina, e Haendel lo sa fare molto bene, niente da dire. Agilità meravigliose e intonatissime, purtroppo ha perso qualche colpo di intonazione sulle note lunghe, attaccando le messe di voce dal basso, calanti, per poi crescere sulla nota giusta. Ho contato TRE di queste occasioni, e da lei non me l’aspettavo. È un’attrice travolgente, il suo Serse è uno psicopatico narcisista e megalomane, irresistibile. L’intera opera è una gabbia di matti, del resto.

Arsamene, fratello di Serse e suo rivale in amore, è il controtenore David Hansen. Una voce molto morbida, senza le asprezze ipermetalliche di tanti controtenori, ma un po “chiusa”, sembra che canti in una scatola. Gli manca proiezione. Splendido nell’aria di sofferenza del terzo atto.

Le due sorelle Romilda e Atalanta erano Hanna Husáhr e Kerstin Avemo, due soprano intercambiabili, non grandissima tecnica, ma si sono difese, le voci molto belle, la Avemo molto divertente.

Il basso Jakob Zethner interpretava Ariodate, padre dei Romilda e Atalanta, ed era il solito basso bercione senza supporto. Un vocione da paura, ma deh, berciava!

La fidanzata negletta da Serse, Amastre, era Ivonne Fuchs, un contralto notevole, mi è molto piaciuta.

Elviro era il baritono Loa Falkman, che qui in Svezia è conosciutissimo, avendo partecipato a cose tipo Festival di Sanremo svedesi, film, etc. La voce è ormai compromessa, ma lui è un animale da palcoscenico, e faceva molto ridere.

Penso sia un esperimento molto interessante, questo di un’opera senza sovvenzioni, potrebbe aumentare la diffusione dell’opera come arte; nel mio piccolo, sto cercando di convincere tutti quelli che conosco ad andarci, per sostenere l’iniziativa. Purtroppo nessuno di voi è in zona.

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Un pensiero riguardo “Serse – Artipelag

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