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Messa in scena molto bella, una delle migliori che ho mai visto. Tradizionale, ma molto potente, con tocchi moderni perfettamente calibrati (ballerini che interpretavano elfi dei boschi, o forse alberi, e animavano la foresta, e poi filmati sullo sfondo, molto indovinati). Mandare tutti i registi d’opera di tutta la Germania, Austria, e Svizzera a lezione a Valencia, e di corsa.

Norma era Mariella Devia! Sono andata fino a Valencia a sentire cos’è rimasto della sua voce, a 67 anni, e sono rimasta sbalordita. È ancora una delle voci più belle di questo secolo. Gli acuti sono ancora quelli che ricordiamo, assolutamente perfetti, appuntiti e rotondi insieme, con retrogusto sfavillante. Il legato forse è ancora migliorato, e l’interpretazione è perfetta, con un fraseggio miracoloso. Ovviamente, la coloratura è quella che ha preso la batosta dagli anni che passano. Ancora intonatissima e precisissima, ma la velocità non c’è più. Quindi, cabaletta presa lentamente (Ah bello a me ritorna), e poi Deh non tremare o perfido, veramente lenta. Non ce la fa più. Inoltre, perde concentrazione, ogni tanto non riesce a seguire il maestro, e ha ceffato in pieno un attacco (uno solo) nel terzetto finale del prim’atto. Ma, ragazzi, una Casta Diva fenomenale, e un inizio del second’atto (dove medita di uccidere i figli) veramente emozionante.
norma_pollione

L’afro-americano Russell Thomas, un omone gigantesco, cantava Pollione, con un vocione stupendo. Un tenore spinto (ne trovo un altro in poco più di un mese), senza paura, voce veramente enorme e bellissima. Non è raffinato, il nostro Russell, quando prova a fare dei piani o pianissimi gli esce una voce completamente diversa, un gorgoglio un po’ animalesco che si fa fatica a ricondurre alla voce ampia, spianata e squillante che si era sentita fino a un momento prima. Gioca molto sulle vocali, aprendole tantissimo (una AAAAAAAA italiana vera! finalmente!), e apre molto anche tutte le E, con risultati a volte comici, per noi madrelingua. Molto bravo, peccato canti quasi solo negli USA.

Adalgisa era Varduhi Abrahamyan, che avevo gia sentito nell’Alcina di Haendel, e mi era piaciuta tantissimo. È un contralto vero, che fa un bel contrasto con il soprano acuto e brillante della Devia, e non cerca di fare gli acuti, li evita e fa un figurone. Però, secondo me, dovrebbe continuare a cantare Haendel. Mi pare che abbia più sensibilita per il barocco che per il romantico, e, sebbene mi sia piaciuta molto, seconndo me Haendel lo fa meglio.

norma_oroveso2Oroveso era cantato da un russo, Sergeij Artamonov, anche lui un vocione bellissimo (ma quanta gente c’è al mondo con un vocione bellissimo?), che ha reso la parte molto bene. Tra l’altro, aveva un costume MONDIALE.

Il direttore d’orchestra, Gustavo Gimeno, è riuscito a dare una lettura scattante e incisiva nonostante i tempi lenti richiesti dalla Devia in certi punti, e si è dato anche molto da fare a tenere tutti insieme quando lei andava un po’ fuori tempo, o quando ha ceffato l’attacco.

PalauInfine, una parola sul teatro: il Palau de les Arts a Valencia è meraviglioso. Un’astronave, un casco da motociclista, una coccinella bionica.
Anche all’interno è bellissimo, rivestito di piastrelle azzurre, e ha un’acustica stupenda.

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Un pensiero riguardo “Norma – Palau de les Arts

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