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Sono molto combattuta su questo Barbiere. Da una parte, la regia era completamente fuori di testa, e interferiva pesantemente con la musica. Dall’altra, mi sono divertita un mondo, quindi vi racconto sia le cose positive sia negative.

Cominciamo con l’orchestra, che, sotto la direzione di Giacomo Sagripanti, ha fatto un lavoro egregio! L’overture meravigliosa, ho scoperto dettagli che non avevo mai sentito. In generale, Sagripanti ha veramente fatto di tutto per tenere insieme cantanti e orchestra, nella baraonda che succedeva sul palco, e c’è riuscito quasi sempre. Anche il coro, nel casino più totale che accadeva in scena, è riuscito a rimanere a tempo, e quindi bravi anche a loro!

Ovviamente l’azione è spostata nel mondo moderno. La scenografia, bellissima. Una strada/piazza della Siviglia moderna, con svariati balconi che si affacciano, panni stesi, un bar di tapas. La parte centrale, che è il palazzo in cui abitano Bartolo e Rosina, ruota su sé stessa per mostrare l’interno, che è su 3 piani. Ora, la scenografia non è che ruota su sé stessa e poi resta lì. Nossignore. In molti punti, continua a ruotare e i cantanti entrano, escono dalle porte, si affacciano alla finestra, scendono, salgono dalle scale, il tutto cantando.

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La scena rotante

L’intonazione, miracolosamente, non ne soffre MAI, e questo vi dà la misura della professionalità di questa gente. Però, dio bonino, sono sempre senza fiato!! È un disastro: quando devono correre di qua e di là respirano in continuazione, le agilità perdono il supporto del fiato e vengono sparate fuori di gola. A tempo, e intonate perfettamente, per carità, però la resa non era affatto ottimale. Rossini merita di meglio. La parte che più ha sofferto è stato il concertato Mi par d’esser con la testa, che è venuto veramente confuso e poco godibile, una baraonda incomprensibile. Alla ripresa, i 6 interpreti si sono fermati, hanno cantato il da capo da fermi, e finalmente siamo riusciti a sentire come doveva venire. L’effetto scenico era effettivamente molto trascinante però: come dicevo, mi sono divertita un mondo.

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Signor, giudizio, per carità!

Un altro effetto positivo di questa regia folle è che è riuscita miracolosamente a dare un senso alla trasposizione dell’azione in tempi moderni. Rosina è una credibilissima adolescente nelle grinfie di un “tutore” le cui intenzioni sono chiarissime.

Per la prima volta ho visto un Barbiere in cui finalmente si descrive senza peli sulla lingua di cosa stiamo parlando: un vecchio bavoso, da una posizione di autorità assoluta, insidia una ragazzina, che si difende con tutte le poche armi che ha. Durante la grande aria di Bartolo Un dottor della mia sorte, Il grandissimo Nicola Alaimo è stato disgustoso: le metteva le mani addosso, la incantonava in un angolo, lei doveva difendersi a spintoni e scappando. La scena è stata quasi troppo pesante per me: Alaimo è riuscito a interpretare benissimo il bullo arrogante, che, dall’alto del suo totale potere sulla ragazza, la minaccia e la ricatta per ottenere i suoi favori. Il tutto senza volgarità o violenza gratuita.

barbiere_bastille11Figaro, che, come ricorderete è “cerusico, spezial, veterinario”, oltre a barbiere, e nel libretto ottocentesco distribuisce “oppio e stranutiglia” ai servi di Don Bartolo, ovviamente nel secolo XXI è un pusher di marijuana, e lui e Rosina si fanno una canna gigante durante il duetto Dunque io son – Donne donne eterni dei. Scena esilarante, che veramente rende il duetto molto più vivo e comprensibile. Qualche dettaglio strano: la scena della lezione di musica non prevedeva un Conte al clavicembalo, come avviene di solito: Rosina si accompagna da sé al violoncello.

La parte più bella di tutta l’opera è stata il finale. Da Dolce nodo in poi il regista ha lasciato i cantanti tranquilli di cantare senza zompare su e giù, e Rossini è finalmente venuto fuori in tutto il suo splendore, culminando nell’aria finale di Brownlee, veramente meravigliosa. I due innamorati se ne vanno su una motocicletta con i barattoli legati dietro, tra gli applausi scroscianti di un pubblico in delirio.

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Ma veniamo alle voci.

Lawrence Brownlee nei panni del conte Almaviva ci sta benissimo. Senza fare paragoni, ha delle agilità solide e ben impostate (quando non deve correre su e giù per le scale). Il suo Cessa di più resistere è stato veramente trascinante. Il regista lo ha lasciato cantare tranquillo, e il risultato è stato ottimo. Vi ho già descritto la sua voce nella recensione della Cenerentola, e confermo la mia impressione di allora: timbro di velluto, ottimi acuti, splendide agilità, zero metallo. È anche un ottimo attore, ma questo devo dire di tutti i cantanti in scena.
Figaro e Rosina

Rosina era Pretty Yende, credo sia la prima volta che vedo un Barbiere con una Rosina soprano di agilità! Ha una bella voce, veramente bella, forte, molto agile e intonatissima. In Una voce poco fa ha tirato giù il teatro, ha fatto veramente i salti mortali (anche perché, anche in questo caso, il regista l’ha lasciata cantare tranquilla, quasi da ferma). A me non convince ancora moltissimo la tecnica, mi pare che a volte faccia le agilità un po’ troppo di spinta, di gola. Ma solo a tratti. Molto credibile come adolescente, ha un brio e una verve veramente contagiosi.

Alessio Arduini, che interpretava Figaro, dice che era malato, e in effetti tossicchiava ogni tanto. Ma secondo me ha dato un’ottima prova. L’avevo già sentito come Dottor Malatesta a Vienna nel Don pasquale, e mi era piaciuto molto, anche se avevo dei dubbi sulla sua tecnica. Qui ha confermato le ottime doti naturali, e, forse perché era malato, ha cantato molto più sul fiato.

Inoltre sa stare in scena, non esagera. Una voce un po’ chiara, per Figaro, secondo me, ma si fondeva bene con quella di Brownlee.

Bartolo, come ho già detto, era il grandissimo immarcescibile Nicola Alaimo, perfetto nel ruolo. Ha un mestiere impressionante e una perfetta interpretazione del personaggio, come dicevo. La voce è agile e potente, senza sbavature.

Il Don Basilio di Ildar Abdrazakov, un basso russo, è stato una rivelazione! Una voce splendida, che riesce ad essere potente e comica senza scadere nell’avanspettacolo: niente esagerazioni, niente note prese da sotto e berciate, una buona tecnica e una grande interpretazione. La calunnia migliore che abbia mai sentito! Il regista ha interpretato Don Basilio come un pazzerellone che va in giro cantando e ballando e suonando la tuba, e lui sembrava veramente divertirsi un mondo.

Completava il cast la Berta di Anais Constans, che mi ha molto favorevolmente colpito. La voce è bella rotonda, gli acuti sicuri, l’interpretazione ridicolissima. L’unico neo è che è un po’ troppo giovane per il personaggio, ma ha dato veramente il meglio. La regia vendica il personaggio di Berta: dopo l’aria in cui si lamenta che ormai è vecchia e nessuno la vuole più, trova un maturo pretendente e se lo porta a casa (al terzo piano) spupazzandoselo mentre Rosina, Figaro e il Conte cercano di scappare.

Sono molto contenta di aver visto questo Barbiere, però mi piacerebbe vedere una generazione di registi un po’ più rispettosi della musica e dei cantanti. Anche se non sono sicura che Rossini avrebbe disapprovato questa produzione, tutto sommato 🙂

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4 pensieri riguardo “Il barbiere di Siviglia – Opéra Bastille

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