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La settimana scorsa grande evento a Stoccolma! Nientepopodimeno che IL MAESH-TRO Muti è venuto a dirigere un Macbeth, in forma di concerto. Ve lo dico subito: per quanto io detesti Muti come essere umano, porca la miseria, è stato bravissimo. È stata la cosa più bella che ho visto a Stoccolma.

Sì, è vero, il Maesh-tro, nel suo sentirsi l’erede spirituale di Toscanini, produce una quantità di suono veramente eccessiva, che a volte sconfina nella baraonda e in una pesantezza insopportabile. Però questi momenti, che pur ci sono stati (un attacco del brindisi da far venire un colpo), erano sparute eccezioni, in una serata in cui l’orchestra Kungliga Filarmonikerna ha suonato meravigliosamente, con un’incisività e una passione che ho sentito raramente, da loro. La direzione di Muti è stata precisa, attenta ai particolari, appassionata. E non ha nemmeno strapazzato i cantanti, incalzandoli e non lasciandoli respirare, come fa di solito. Insomma, un trionfo. Mannaggia a lui.

Migliore in campo, in assoluto, il coro, l’Eric Ericsons Kammarkör, rinforzato da alcuni elementi del coro della Kungliga Operan (mi dicono le mie fonti ben introdotte). Il coro di Eric Ericson è famoso per il suo suono pulito, secco, senza vibrato, infatti sono assolutamente meravigliosi nel repertorio barocco; quindi io ero un po’ scettica su come avrebbero affrontato Verdi. Sono stati spettacolari. Con la loro leggendaria precisione, la loro musicalità, e un fraseggio elegantissimo, hanno dato vita a una rappresentazione memorabile, liberando la partitura verdiana da tutte le volgarità che a volte si sentono nei teatri d’opera. Le parti corali, nel Macbeth, sono piene di trappole, di parti facilissime da fare volgarmente. L’Eric Ericsons Kammarkör è riuscito a fare con intelligenza anche i cori delle streghe, anche i berci “Trema Banco!“, smorzando e dando forma a TUTTE le frasi musicali. Ovazione dopo Patria oppressa. Bravissimi.

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Da sinistra: Francesco Meli, Luca Salsi, Ildar Adbrazakov.

Macbeth era Luca Salsi, che mi è piaciuto moltissimo. Voce molto italiana, intonata, pastosa, ben impostata, e grande interpretazione. Il suo Macbeth è immediatamente titubante e debole, prende corpo, volontà e determinazione nelle scene con la moglie, e nell’interrogazione delle streghe, per poi andare in pezzi nella scena del brindisi. L’ultima aria è semplicemente stupenda.

Lady Macbeth era Vittoria Yeo, una coreana un po’ meno convincente. Canta molto bene, ma la voce è un po’ sottile per Lady Macbeth, leggermente debole. Ottima nell’interpretazione, ha iniziato con una lettera veramente notevole, ma poi la prima aria era deboluccia. È andata migliorando; probabilmente era anche un po’ nervosa all’inizio. Il brindisi è stato bellissimo, e l’ultima scena (Una macchia è qui tuttora) quasi commovente.

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Vittoria Yeo

Il meraviglioso basso Ildar Abdrazakov, già sentito come Don Basilio nel Barbiere a Parigi, era Banco. Il primo duetto con Macbeth assolutamente meraviglioso, e la sua unica aria l’ha fatta veramente con maestria. Ha una voce assolutamente splendida, secondo me, proprio quelle voci che mi piacciono. Mi sa che inizierò a seguirlo.

Il tenore, Macduff, era Francesco Meli, una bella voce sicura e forte. Un po’ un tenore, un po’ caciarone, acuti col salto, non elegantissimo. Però ha fatto la sua parte, e l’aria La paterna mano è venuta veramente bene.

Malcolm era il tenore Antonello Ceron, un routinario che canta molto in Italia, fa Ruiz nel Trovatore, il messaggero nell’Aida, e così via. Ha una bella voce sicura, e ha fatto la sua parte.

I due ruoli minori (la dama di Lady Macbeth, e il dottore) erano due cantanti locali: Sara Olsson, che avevo visto come Alice Ford nel Falstaff qui a Stoccolma, e John Erik Eleby. Entrambi ottimi.

Il successo è stato strepitoso, la sala era strapiena (nonostante i prezzi non certo a buon mercato) e gli applausi non finivano più. A me è sembrato un segnale che forse la Stockholm Konserthus, così come anche la Kungliga Operan, potrebbero anche osare un po’ di più e chiamare qualche nome internazionale un po’ più spesso. Chiaramente il pubblico di Stoccolma è disposto a spendere un po’ per vedere spettacoli di questo livello.

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2 pensieri riguardo “Macbeth – Stockholm Konserthus

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