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Ogni anno al ROF gli studenti dell’Accademia Rossiniana rappresentano Il viaggio a Reims, che, con la sua folla di cantanti, tutti più o meno importanti uguale, è perfetta per dare modo ai migliori elementi di farsi apprezzare. Questa recensione riguarda lo spettacolo del 12 agosto.

La messa in scena, di Emilio Sagi, è la stessa dal 2001, ed è semplicissima e molto carina. L’azione è in una sorta di centro benessere di un albergo, quindi tutti gli avventori sono in accappatoio, mentre chi lavora nell’albergo è in maglietta  e pantaloni bianchi. Tutti in bianco, con delle sedie a sdraio bianche, contro un fondale azzurro. Tutto lì. Quando finalmente pare che si vada a Reims (spoiler alert: non ci si va) tutti si vestono, in scena, con abiti da sera in stile piuttosto moderno. Il tutto restando in mutande, ed essendo tutti giovani cantanti, diciamo che la scena non è offensiva 🙂

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La direzione d’orchestra non è stata un granché, mi è sembrato che il direttore Gabriel Bebeselea si limitasse a “suonare le note”, accompagnando i cantanti. Sarà forse anche l’impietoso contrasto con il superlativo Mariotti della sera prima, ma proprio non mi ha detto nulla, l’orchestra.

  • Vi riporto la lista di tutti i cantanti:
  • Corinna: Lucrezia Drei,
  • Marchesa Melibea: Aurora Faggioli,
  • Contessa di Folleville: Marina Monzó,
  • Madama Cortese: Larissa Alice Wissel,
  • Cavalier Belfiore: Xabier Anduaga,
  • Conte di Libenskof: Yasuhiro Yamamoto,
  • Lord Sidney: Ogulcan Yilmaz,
  • Don Profondo: Gianluca Lentini,
  • Barone di Trombonok: William Hernández,
  • Don Alvaro: Maharram Huseynov,
  • Don Prudenzio: Shuxin Li,
  • Don Luigino: Yusuke Kobori,
  • Delia: Eleonora Bellocci,
  • Maddalena: Diana Volkova,
  • Modestina: Sara Bañeras,
  • Zefirino/Gelsomino: Alfonso Zambuto,
  • Antonio: Stefano Marchisio

Menzioni speciali

reims6Qui a Pesaro tra gli aficionados c’è un po’ il gioco “indovina chi ce la farà”, cioè si cerca di indovinare, tra gli interpreti del viaggio a Reims, chi diventerà un cantante di fama. Il mio voto va al tenore Xabier Anduaga, che, come cavalier Belfiore, ha veramente dato un’ottima prova. Ha una voce potente, molto acuta, e un po’ nasale ma non troppo. Se la voce gli si irrobustisce un po’ con l’età potrebbe diventare veramente un grande tenore rossiniano. L’unico paragone che posso fare con Juan Diego Florez è per dire che Anduaga ha decisamente le gambe più belle.

Anche la Corinna di Lucrezia Drei mi è piaciuta. Una voce non banale, buona coloratura, ma soprattutto la signora ha personalità. Durante il duetto con Anduaga, la cui musica è la stessa ripresa poi nel Comte Ory, mi sono detta che non mi dispiacerebbe affatto vedere un Comte Ory con questi due protagonisti.

Monzó e Wissel, come Contessa di Folleville e Madama Cortese, hanno ricevuto grandissimi applausi. Sono molto brave, però ho trovato entrambe un po’ banali, voci un po’ poco caratterizzate. Tutti gli altri bravi, precisi, molto godibili, con qualche eccezione che taccio per carità di patria.

È stato uno spettacolo molto divertente.

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Un pensiero riguardo “Il viaggio a Reims – Rossini Opera Festival

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