Text_engl2
Sono venuta fino a Vienna a vedere una sonnambula perché Juan Diego Flórez che canta ruoli di belcanto sta diventando un evento sempre più raro, di questi tempi, e non me lo volevo perdere. Inoltre, Luca Pisaroni debuttava il ruolo del Conte Rodolfo, quindi c’era più di una ragione per venire fino qui. Vienna era gelida, -10, e nevicava, ma sempre bellissima.

La messa in scena e la regia, di Marelli, è in giro da un po’, è arrivata anche a Barcellona a un certo punto, ed è veramente idiota. La storia si svolge in un hotel moderno nelle Alpi svizzere, e, a giudicare dai costumi, il periodo non può essere di molto antecedente agli anni 60, il che rende completamente incredibile il fatto che questa gente non abbia mai sentito parlare di sonnambulismo. Inoltre, la scena è sempre la stessa: il ristorante dell’albergo, quindi è lì che Amina si addormenta dopo il suo episodio di sonnambulismo, e non la stanza del Conte, il che rende assurde le ipotesi maliziose dei compaesani, e la rabbia di Elvino. Niente di nuovo, una produzione completamente cretina come tante altre vista ovunque, e, a dire il vero, nemmeno troppo disturbante, ma io sto veramente perdendo la pazienza di fronte a tutte queste stupidaggini.

Juan Diego Flórez è sempre più elegante e musicale, con il passar del tempo: capisce il belcanto come pochi, ed è sempre incredibile. Il legato è perfetto, la precisione disumana, e gli acuti sono lame di luce nel buio. L’unico difetto che ho trovato è che gli scricchiolavano le scarpe, e a volte dava fastidio. Non ha fatto il re sopracuto nell’aria del secondo atto, il che mi fa pensare che il re sopracuto non ce l’abbia più (quando l’ha fatto nel Don Pasquale, a Vienna, nel 2015, era veramente un po’ stiracchiato). E’ triste, ma il tempo passa per tutti; la sua voce è sempre ancora fantastica e il suo stile è insuperabile.

Luca Pisaroni era al suo debutto nel ruolo del Conte Rodolfo. Il ruolo onestamente non è troppo difficile, rispetto ad altri, e Pisaroni l’ha fatto suo con facilità e la giusta dose di arroganza. La sua voce è molto adatta al bel canto italiano: ha un ottimo supporto, canta sul fiato, e capisce questa musica, chiaramente. E’ stato molto bravo. Ha anche fatto un’entrata avvolto in una pelliccia lunga fino alle caviglie, tipo così:

Amina era Daniela Fally, che è una cantante molto precisa, sia nell’intonazione, sia nella coloratura. Inoltre, ha sopracuti affidabili e sicuri. La sua voce purtroppo non è molto varia, e alla fine risulta un po’ noiosa. Non sono sicurissima che cosa sia, esattamente, ma ascoltarla non è molto entusiasmante. Però ha delle belle mezze voci, e un buon legato.

Lisa era Maria Nazarova; la sua aria del second’atto non è stata tagliata, come invece succede di solito, e quindi ha avuto l’occasione di mostrarci le sue capacità, che sono notevoli.

Rosie Aldridge ha dato un’ottima prova come Teresa, la madre di Amina, con buona recitazione, e grande presenza nel concertato del second’atto.

Dal punto di vista musicale, la più grande delusione è venuta dal coro, che era costantemente fuori tempo. E’ difficile dire di chi fosse la colpa; certamente un palco così grande, con i membri del coro sparpagliati da tutte le parti, non ha aiutato. Però era veramente penoso: erano sempre o in ritardo, o correvano, e il coro ha una parte importante in sonnambula! Il coro all’inizio del secondo atto (Qui la selva è più folta ed ombrosa) è stato tagliato, grossa delusione, è quello che mi piace di più. Qui la versione stupenda del Coro del Maggio Musicale Fiorentino:

Temo che la ragione per questo taglio sia che non rientrava con la demenziale messa in scena. E’ chiaro, la musica si taglia, se non si riesce ad adeguarla alle idee malsane dei registi, come ho fatto a non pensarci.

L’orchestra era diretta da Guillermo García Calvo, e, devo dire, la loro esibizione è stata meno gradevole che in altre occasioni. Ho sentito qualche svarione nella sezione dei violini, e, in generale, c’era un senso di approssimazione, di sciatteria, che a Vienna non mi era veramente mai capitato.

Tutte queste incertezze, insieme alle parole sbagliate da Flórez a un certo punto (prima volta assoluta che gli sento sbagliare le parole) mi fa sospettare che le prove non siano state sufficienti, e questa rappresentazione, di sole 3 repliche, sia stata un po’ raffazzonata. Sono stata molto contenta di sentire Flórez e Pisaroni, e ho applaudito con entusiasmo, ma alla fine non sono uscita completamente soddisfatta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...