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Barocco francese al meglio! Cinque atti senza nemmeno un’aria! Se questo vi sembra un incubo, credetemi, non avete mai sentito Charpentier. Non è nemmeno un recitativo continuo, come Cavalli, è più un cantare in stile declamatorio, ma sempre con un’idea melodica che porta avanti l’azione. E che azione! Medea è una delle storie più belle che l’umanità si sia inventata, e l’opera è il mezzo perfetto: il dramma diventa vivo, sotto la magnifica direzione di William Christie.

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Medea e Giasone

L’opera inizia con Giasone e Medea già a Corinto, dove sono fuggiti dopo aver rubato il vello d’oro al padre di Medea, il re della Colchide, e hanno già due figli. Giasone si è stufato di lei, probabilmente l’ha sedotta solo per arrivare al vello d’oro, e si è innamorato di Creusa, la figlia di Creonte, il re di Corinto. Il popolo di Corinto odia Medea, ha paura delle sue arti magiche, e il re sarebbe ben felice di liberarsi di lei e dare sua figlia in sposa a Giasone. Medea scopre il tradimento, e la sua vendetta è terribile: regala a Creusa una veste avvelenata, che la uccide (o la brucia viva, secondo Euripide). Rende pazzo Creonte con un incantesimo, e lui finisce per uccidersi. E infine, per infliggere a Giasone il dolore più grande, uccide i suoi (e propri) figli. Dopo tutto ciò, non viene minimamente punita dagli dei, ma anzi il dio del sole la fa salire sul suo cocchio di fuoco e vivono per sempre felici e contenti.

L’orchestra era La Scintilla, rinforzata da alcuni elementi chiave dall’orchestra Les arts florissants, di Christie, cioè la sezione del continuo: 2 tiorbe, una viola da gamba, un clavicembalo, un violoncello e un contrabbasso. Il continuo era incredibile. Dato il carattere della musica, hanno suonato in continuazione, e sono stati fantastici. Le cose migliori della musica, comunque, le più gradevoli, erano i grandi cori in stile marziale. Charpentier davvero sapeva usare i timpani.

medea2Medea era Stephanie d’Oustrac, già sentita a Parigi, nella Theodora, di Haendel. Ha una voce stupenda, molto adatta a questo tipo di musica. La sua voce di mezzosoprano è calda e rotonda, molto potente nel centro, con ricchissimi armonici nel registro di mezzo, ma anche acuti bellissimi. La sua interpretazione era sentita e convincente, il suo amore per Giasone dolce e immutabile, la sua determinazione vendicativa terrificante. Il momento in cui decide di uccidere i bambini ricorda moltissimo Dormono entrambi, in Norma, le stesse sensazioni, quasi le stesse parole.

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Medea e i suoi figli

La produzione era un disastro. O meglio, come dico sempre, non era poi completamente orribile, perché non interferiva con la musica. I cantanti riuscivano a lavorare senza essere troppo disturbati, e c’era un bel muro grosso e forte dietro di loro, che li aiutava a proiettare. Il rumore sul palco non era eccessivo. Pur tuttavia, la messa in scena era veramente brutta, e per me non molto comprensibile. L’idea, per quel che ho capito, era di rappresentare Medea come straniera, in ogni senso. Aveva tatuaggi tribali, si aggirava a piedi nudi, e aveva i capelli stile rasta. Tutti gli altri erano in abiti eleganti (stile anni 60 più o meno), e questo era un modo efficace di visualizzare il suo essere diversa, e spiegare l’odio che ispirava negli abitanti di Corinto, ma anche di spiegare il tradimento di Giasone. d’Oustrac è bella e giovane, quindi l’interpretazione solita “Giasone la molla per una squinzia più giovane” non funziona un granché. Quindi, qui l’interpretazione era più “Giasone molla una selvaggia primitiva per una principessa elegante”. Questa parte funzionava molto bene.

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Creonte, Oronte, e gli Argonauti come giocatori di cricket

Quello che non funzionava, a mio avviso, era il rendere gli Argonauti, i guerrieri di Giasone, come giocatori di cricket, per esempio. Poi, gli spiriti infernali evocati da Medea per la sua vendetta erano parodie di personaggi della Santeria cubana, il che potrebbe anche starci, ma la parodia era quasi buffa, e non c’è niente di buffo nella musica, lì. Quindi ho spesso chiuso gli occhi, per godermi la musica, e me la sono goduta molto.

Reinoud Van Mechelen era Giasone. La sua voce di tenore ha il timbro giusto, e il suo modo di cantare è ottimo. Potrebbe migliorare un po’ lo stile, ho sentito la mancanza di raffinatezza francese, nella sua voce. E’ stato un attore pessimo, ma, di nuovo, non sono sicura sia tutta colpa sua, potrebbe essere la regia. Il suo personaggio è venuto fuori come un bimbo-minkia, che ovviamente non è sbagliato, però era costantemente sopra le righe, dopo un po’ stufa.

Nahuel Di Pierro, come Creonte, il re di Corinto, era un attore molto più convincente. Si intravvedeva la regia pessima, scene rese divertenti quando non c’era veramente niente da ridere, però lui ha gestito meglio la situazione. La sua follia, alla fine dell’opera, è stata quasi realistica. E un’ottima voce!

Glauce, la principessa che Giasone vuole sposare, era Mélissa Petit, un soprano leggero adeguato, ma niente di speciale. La sua morte è stata molto commovente, è riuscita a renderla emotiva e dolce.

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La morte di Glauce

Menzione speciale per il tenore Spencer Lang, che è un vero haute-contre, e ha cantato benissimo diversi ruoli minori.

Viva il barocco francese!

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