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Dopo aver visto la Traviata a Milano, sono andata a Monaco di Baviera, a vedere la prima di Andrea Chénier. La Bayerische Staatsoper ha messo su una nuova produzione del capolavoro di Umberto Giordano, e mi è piaciuta tantissimo! È così raro che una produzione mi piaccia così tanto, che ve ne devo parlare.

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Il regista era Philipp Stölzl, che ha lavorato nel cinema, e si vede. La scenografia era fatta di diverse “case di bambola”, e altri enormi apparati che si muovevano, mimando lo “zoom” cinematografico, cambiando la scena a vista. Nel primo atto la casa di bambola è chiaramente divisa in due: gli aristocratici al piano di sopra, e i servi di sotto. Semplice, ma efficace. Quando i nobili assistono alla commedia pastorale, la casa di bambola si sposta sulla scena (con mobili, cantanti, coro, tutti) a rivelare il teatro del palazzo, dove si dà la commedia.

Stölzl crea saloni, studioli, celle di prigione in cui tutto succede allo stesso momento. Questo da’ un’impressione di intimità; per esempio, quando Gérard aggredisce brutalmente Maddalena, in altre stanze ci sono persone sedute alla scrivania a fare le loro faccende giornaliere, mentre nella camera le emozioni infuriano. Questa varietà di scene a volte distrae dai cantanti, e questa è l’unica lamentela che ho, sulla produzione. È difficile comunicare la magnificenza, l’opulenza della messa in scena, date un’occhiata al trailer e vi farete un’idea:

A parte la scenografia spettacolare, la produzione era molto tradizionale: la storia era ovviamente in Francia, durante la rivoluzione, con costumi ricchi e regia ragionevole. Quindi, ovviamente, è stata fischiata. A essere onesti, probabilmente la gran parte dei fischi era dovuta alla testa di cera di Jonas Kaufmann mostrata al popolo dopo la decapitazione (una vera cretinata), ma non riesco a togliermi di testa che il pubblico di Monaco semplicemente non riesca a tollerare una messa in scena bella, sontuosa, e “normale”. Probabilmente molti l’hanno trovata un po’ kitsch, e sicuramente un po’ lo era. Ma, d’altra parte, anche la musica di Giordano è un po’ kitsch, quindi non credo una produzione molto raffinata sarebbe appropriata.

Jonas Kaufmann è tornato sul palco a Monaco dopo la sua disavventura con le corde vocali, ed è in gran forma! Non è ancora al 100%, appare molto cauto, e alcuni attacchi sul piano sono risultati un po’ gracchianti, con la voce velata. Ma è un Chénier fantastico, appassionato ed entusiasmante. L’aria nell’atto finale è stata probabilmente il suo momento migliore, si è veramente lasciato andare e ci ha regalato un’interpretazione bellissima.

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Maddalena era Anja Harteros, stupenda. La sua voce cambia, seguendo l’evoluzione del personaggio: una ragazzina frivola nel primo atto, una vittima terrorizzata nel secondo, un’eroina convinta e appassionata nel terzo. Il suo timbro è glorioso, e, sebbene io la preferisca in un repertorio un po’ più antico (Verdi!!), è assolutamente convincente nel verismo. Ha sempre un’aura calma, controllata, a volte un po’ fredda, ma questi sono dettagli: è meravigliosa, andate a sentirla se potete.

La cosa migliore che entrambi i protagonisti hanno fatto sono stati i duetti. I due cantanti hanno una grande intesa, non solo nella recitazione, ma, ancora più importante, dal punto di vista musicale. Sono sempre molto bilanciati, lavorano insieme, senza cercare di primeggiare, sempre a servizio della musica. Fanno squadra. Questo cameratismo rende la loro storia d’amore credibile e appassionante. Il fatto che siano entrambi bellissimi aiuta.

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Luca Salsi, come Gérard, è stato fantastico!! Ha ricevuto l’applauso a scena aperta più grosso della serata, dopo Nemico della patria, che ha cantato con talento e passione. È veramente uno dei cantanti migliori della sua generazione. Ha tutto: suono italiano, emissione naturale, grandissima tecnica, vocione possente e musicalità sofisticata. Il suo fraseggio è delizioso, lavora veramente su ogni nota. Ogni volta che lo sento mi piace di più.

Tutti i ruoli minori erano ottimi; menzione d’onore per J’nai Bridges nel ruolo di Bersi, un mezzo soprano morbido, forte, meritevole di ruoli migliori. Enorme applauso per Elena Zilio nel ruolo della vecchia Madelon. Questo personaggio conquista sempre il cuore del pubblico.

Questa prima era chiaramente un evento sociale importante. Tutta la buona società di Monaco era lì, con i suoi abiti migliori. Vorrei tanto aver avuto il coraggio di fare qualche foto, perché gli abiti da sera di certe signore erano una cosa esilarante. Nelle parole del mio amico Gianluca: “Come carampano le tedesche, non carampa nessuno”.

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2 pensieri riguardo “Andrea Chénier – Bayerische Staatsoper

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